Dichiarazione conclusiva presentata all’ultimo incontro della Conferenza Islamica Mondiale su «Islam e la lotta contro il terrorismo» , organizzato dalla Lega Musulmana Mondiale con il patrocino del Custode delle Due Sacre Moschee , sua Eccellenza il Re Salman Bin Abdul Aziz Al Saud, che Dio l’Altissimo lo protegga.

La conferenza si è tenuta nella città di Mecca dal 22 al 25 Febbraio 2015 , che corrisponde al 3-6/5/1436.

Nel nome di Dio misericordioso il Clemente.

Lode ad Allah e la pace e le benedizioni di Dio siano sul Sigillo dei Messaggeri, il Profeta Muhammad, sulla sua famiglia e i suoi compagni.

Grazie a Dio l'Onnipotente si è conclusa la Conferenza Islamica Mondiale su  «L’islam e la lotta contro il terrorismo», organizzata dalla Lega Musulmana Mondiale e tenutasi nella città della Mecca nel periodo che va dal 22 al 25 febbraio 2015, corrispondente ai giorni 3-6/5/1436 del calendario lunare, con il patrocinio del Custode delle Due Sacre Moschee, Re Salman bin Abdulaziz Al Saud.

Il convegno è stato aperto da Sua Altezza Reale il Principe Khalid Al-Faisal bin Abdul Aziz Al Saud,-a nome di sua Eccellenza Re Salman- consigliere di Sua Eccellenza Re Salaman bin AbdulAzizi Al Saud ed Emiro della città di Mecca, lì dove si è svolta la conferenza. Sua Eccellenza Il principe ha ringraziato il Custode delle Due Sacre Moschee e rivolto il suo apprezzamento alla lega Musulmana Mondiale e al suo Segretario Generale per il suo contributo e gli sforzi volti alla formazione della comunità islamica per quel che concerne i suoi obblighi verso l’Islam, le proprie nazioni e le loro problematiche, respingendo quelli che sono solo sospetti e falsità nei confronti dell'Islam, la sua civiltà e i suoi luoghi sacri, e dare una concreta risposta contro il terrorismo, l'estremismo e il fanatismo.

Il Custode delle Due Sacre Moschee ha sottolineato nel suo discorso - considerato come documento ufficiale - la necessità di rifarsi al parere dei sapienti islamici per affrontare il fenomeno del terrorismonelle sue diverse forme e manifestazioni, sottolineando il ruolo dell’Arabia Saudita nella lotta contro il terrorismo ed i suoi seguaci, anche a livello internazionale.      

Sua eccellenza Sheikh Abdul Aziz bin Abdullah al-Sheikh, il Gran Mufti dell'Arabia Saudita e presidente del Consiglio supremo della Lega Musulmana Mondiale ha sottolineato nel suo discorso che l’islam è fondato sulla moderazione e la giustizia, lontano da ogni forma che viene praticata dai terroristi.

Sua Eccellenza ha poi invitato la Lega Musulmana Mondiale a concentrare i propri sforzi per contrastare il terrorismo, l’estremismo e il fanatismo.     

Sua Eccellenza il Segretario Generale della lega Musulmana Mondiale, il dottor Abdullah bin Abdul Mohsin Al Turki nel suo intervento ha sottolineato da parte della Lega la necessità di combattere il terrorismo, evidenziando quelle che sono le sue profonde ingiustizie e l’aberrazione di coloro che lo seguono. Esso rappresenta  un pericolo per la comunità islamica presente e futura e, allo stesso  tempo, una minaccia per la sicurezza e la pace mondiale.     

Anche l’imam dell’ Azhar, l’ Imam Ahmed Al-Tayeb ha ricordato nel suo intervento che la lotta contro il terrorismo debba cominciare esaminandone le sue cause, e ha invitato le varie istituzioni educative ed istruttive a sbarazzarsi del disordine che vi è tra i musulmani come quello di accusarsi di miscredenza e di rendere lecito il sangue dei musulmani.

Nella sua conclusione l’imam ha elogiato il ruolo del Regno dell'Arabia Saudita in tal senso e contro il fenomeno del terrorismo.     

Alla conferenza è poi seguita una mostra che ha evidenziato gli sforzi dell’ Arabia Saudita nella sua lotta contro il terrorismo e il fanatismo, gli sforzi intrapresi dalla Lega Musulmana Mondiale edai suoi organi, nei programmi per la lotta contro il terrorismo con l’obbiettivo di creare una cultura di dialogo e di convivenza.

I partecipanti hanno quindi espresso la loro ammirazione per la mostra , ringraziando tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione tra cui il centro del principe Mohammed bin Nayef, per la sua partecipazione e contributo. I partecipanti hanno poi chiesto che tale evento possa avere dei seguiti sia dentro che fuori il Regno dell’Arabia Saudita.  Durante la conferenza i partecipanti hanno discusso i vari ordini del giorno e hanno sottolineato la distanza dell'Islam dal terrorismo, di come quanto sostenuto dai terroristi, che agiscono in nome dell’Islam e per conto dei musulmani, non abbia nulla in comune con l’Islam, con il suo messaggio di tolleranza , di moderazione e di misericordia per tutto il creato. I principi di fede dell’Islam ci ordinano il rispetto dei diritti e della dignità umana, tutelando le persone, i beni e ciò che si possiede, così come Dio ha detto:<<In verità Allah ha ordinato la giustizia e la benevolenza e la generosità nei confronti dei parenti. Ha proibito la dissolutezza, ciò che è riprovevole e la ribellione. Egli vi ammonisce , affinché ve nericordiate>>. (Sura  Le Api,  90)      

I partecipanti hanno poi sottolineato come l’associare il terrorismo alla comunità islamica  sia un atto inaccettabile che adombra i risultati già ottenuti per fronteggiare questo fenomeno  e che ignora gli sforzidei musulmani in quella che è una cooperazione internazionale, al servizio della sicurezza e della stabilità globale.

La conferenza ha poi condannato i crimini commessi da Israele contro il popolo palestinese, e ha invitato il mondo a respingere le procedure che portano verso una giudaizzazione di Gerusalemme e diporre fine ai metodi utilizzati da Israele, considerati come atti di terrorismo.

La Conferenza ha poi ricordato gli sforzi internazionali contro il fenomeno del terrorismo e il sostegno dell’Arabia Saudita nella lotta contro l'estremismo e il fanatismo, nella condivisione di una battaglia che coinvolge tutti Paesi a livello internazionali, e nel duro lavoro per combattere questo fenomeno globale al fine di promuovere stabilità e sicurezza nel mondo.

È stato sottolineato che il successo del Regno dell’Arabia Saudita nel contrastare un tale fenomeno è dovuto, non solo, all'applicazione da principio della legge islamica, ma anche all’impegno che i suoi governatori hanno dedicato ai temi della sicurezza dei cittadini e di tutti coloro che risiedono sul suo territorio, alla stabilità e la coesione avutasi tra cittadini e governanti, ma soprattutto nella perseveranza a promuovere la solidarietà islamica. A questi elementi si aggiunge il servizio prestato dalle Due Sacre Moschee, nell’interesse per le questioni islamiche, e nell’impegno per la sicurezza e la stabilità.

La conferenza ha invitato i paesi arabi e quelli islamici a beneficiare dell'esperienza dell’Arabia saudita, e di stabilire una maggiore cooperazione con essa nella lotta contro il terrorismo.Durante la conferenza si è poi discusso del concetto di terrorismo, delle sue cause e dei suoi effetti, e di quanto da intraprendere per affrontare il fenomeno.

Questi sono i punti schematicamente affrontati:       

1) il concetto di terrorismo

  Nel corso della Conferenza si è esaminato il significato della parola  terrorismo,  discutendone  le sue  molteplici definizioni, e si è  sottolineata la necessità di raggiungere un accordo internazionale sulla definizione della parola “terrorismo”,  dandone una spiegazione esaustiva del significato, in modo da eliminare quei  concetti ambigui, che portano a comprensioni errate o parziali della stessa parola .

Per tale  motivo è stata presa in considerazione la definizione  rilasciata dal Consiglio del diritto Islamico della Lega Musulmana Mondiale nella sua sedicesima sessione, tenutasi dal giorno  21-26 / 10/1422 del calendario lunare, che corrisponde ai giorni  5-10 / 1/2002, come di seguito riportato:

«Il terrorismo: è l'aggressione da parte di individui, gruppi  o Stati,  che colpisce l’uomo,  la sua religione, il suo sangue,  la sua razionalità,  le sue sacralità.  Esso  comprende varie  forme, come l’ intimidazione, gli abusi, le minacce e l’uccisione senza diritto alcuno. Tra le sue varie forme troviamo anche il  banditismo, incutere paura ai viaggiatori e la pirateria, e ogni atto  di violenza o di minaccia, con l’attuazione di un atto criminale verso il singolo o la collettività 
Il suo obbiettivo è quello di seminare il panico tra la gente o intimidire qualcuno, nuocere o mettere in pericolo la  vita stessa dell'uomo, la sua libertà e la sua  sicurezza o causare  condizioni di rischio per le persone.
Nelle sue varie tipologie, il terrorismo mira a causare danni all'ambiente, a strutture o proprietà pubbliche e private, mettendo sotto rischio quelle che sono le risorse di un paese o le sue risorse  naturali »
 2) : Le cause del terrorismo
Nel corso della conferenza si è discusso poi le cause del terrorismo, concludendo che esse siano varie, complesse e interconnesse. La più rilevante di esse, a livello internazionale, è quella di una certa imparzialità  per quel che sono le questioni musulmane del mondo, i doppi standard, di non essere in grado di attuare una forma di giustizia e allo stesso tempo l’incapacità di eliminare l’ ingiustizia verso le  persone più  vulnerabili, compiacersi  o rimanere in silenzio dinanzi a quelle politiche di ingiustizia, tirannia, di distruzione e omicidio, senza che vi sia una responsabilità di giudizio per coloro che commettono tali atti, in modo di essere questi sottoposti al diritto internazionale.
Le cause che  hanno contribuito alla crescita di tale   fenomeno in molte società musulmane sono:
A: l’aspetto religioso , tra cui:
• Una  deviazione intellettuale di quelli che sono i concetti legati alla legge islamica, come la  jihad, il takfir( ciò accusare altri musulmani di miscredenza), al-ha’kimiya,  ( cioè come bisogna governare ) a chi bisogna essere fedeli e chi disconoscere, quello  che nell’islam viene chiamato con il termine di ( Al-wuala’ wua al-bara’) il Dar al-Islam e Dar al-Harb, ( cioè quelli che sono i paesi islamici e quelli in cui i musulmani abbiano combattuto) e tutto ciò che ne scaturisce da questi principi per quel che sono i concetti(o regole) islamiche, dove bisogna fare riferimento ai sapienti musulmani e a persone qualificate.
• L’ignoranza di chi accusa l’operato dei sapienti musulmani, prendendo come riferimenti persone  semi-alfabetizzati, in determinati concetti che riguardano la  giurisprudenza islamica, specie in quelle che sono le Fatwua ( ossia l’emanare pareri religiosi ). Tali persone hanno emanato pareri religiosi del tutto infondati come quello di rendere lecito l'uccidere, di ribbellarsi ai  governanti senza che abbiano conoscenza alcune, nè una giusta guida. Così facendo hanno commmesso gravi errori e hanno indotto nel medesimo errore tante persone. 
• L’ aumento di quella che è un “ intolleranza settaria” che ha causato odio tra i musulmani anche da un punto di vista storico, trascinando i musulmani verso gravi disordini ( Fitna) e separazioni, dando vita a veri e propri gruppi rivali.
I partecipanti hanno sottolineato che l’attuale  situazione in Iraq , Siria , Yemen e altrove, ormai trasfomatasi  in teatri di crimini quotidiani, ha tra le sue cause più importanti  la cattiva politica  degli  Stati nell’ affrontare quei  problemi legati all’eliminazione di  gruppi settari che cercano di rafforzare la loro influenza  a discapito di altri componenti nazionali.
• la mancata applicazione  della legge islamica  in molti paesi islamici, malgrado il desiderio di applicazione e nonostante il riferimento dei musulmani alla Shariya  che garantisce all’uomo servo di Dio Onnipotente,  la realizzazione degli interessi del singolo e della collettività, con la promozione della giustizia, della misericordia e del bene. 
• L’incapacità di trasmettere quello che è il vero messaggio che proviene dalle moschee e scuole, ossia  l’istruzione  la disciplina e il buon comportamento.
B: . L’aspetto sociale, amministrativo ed economico:
• L’insufficiente sviluppo sociale ed economico per soddisfare le esigenze delle società, gli alti  tassi di disoccupazione e di povertà , nonchè  la mancanza  di giustizia sociale in molti paesi musulmani.
• il ritardo da parte delle istituzioni politiche  nell’affrontare quei perversi fenomeni sociali,  arrendendosi  a quell’influenza negativa dei media  che ha portato ad una  radicalizzazione del pensiero e dell’ opinione, e una deviazione nel comportamento.
• la superficialità in molte comunità islamiche per quel che riguarda la tutela dei diritti e della giustizia nel mondo del lavoro e del sistema giudiziario , ma anche un certo  lassismo nel fornire una vita decente alle persone povere, deboli e quelle svantaggiate,  e poca  attenzione verso  i loro problemi ed esigenze.
• la diffusione della corruzione amministrativa e finanziaria e la scarsa affidabilità, causano una diminuzione  dell’operato o del rendimento  delle istituzioni governative  in molti paesi musulmani, determinando  il  fallimento di una corretta pianificazione e sviluppo sostenibile, ma anche una certa carenza dinanazi ai problemi e alle varie  crisi, cosi come invece dovrebbe essere  richiesto da un senso di  responsabilità, di fermezza e di Giustizia.
• la debolezza della famiglia  nel trasmettere il buon comportamento, il giusto orientamento e la corretta formazione   alimentando quel  clima  che ha contribuito alla disgregazione  e  ad una violenza familiare .
  C: . L’aspetto Culturale e i media , tra le cose più importanti :
         ·            Le continue correnti  anti- religiose con i continui attacchi a concetti indiscutibili dell’islam,  e la considerazione superficiale circa le cause del fenomeno terrorismo, generando gravi provocazione per tutti i musulmani .
         ·            Gli  eccessi e gli abusi  che si sono avuti da parte dei media a livello internazionale nei confronti dei Profeti, il loro seguaci  e i libri ispirati da Dio , con la tutela della legge che ha permesso loro di esprimersi in qualsiasi modo senza ricevere alcuna punizione, con il pretesto della libertà di stampa, portando qualche fanatico a commettere atti di vendetta senza perseguire vie legali o legittime.
         ·            Ingannare molti giovani ragazzi con il pretesto del fanatismo a causa della loro poca conoscenza e  superficialità di pensiero, per una completa ignoranza delle questioni religiose e delle situazioni attuali che li circondano. 
3), Gli effetti del terrorismo
Nel corso della Conferenza si sono esaminati gli atti di terrorismo ed i  suoi effetti negativi sull'Islam, i musulmani ma anche sulle  istituzioni di Dawua, scientifiche e caritatevole che sono presenti nel mondo. Tra le cose che maggiormente influiscono in modo negativo troviamo:
• Offuscare l'immagine dell'Islam nel mondo, e promuovere lo stereotipo che l’islam sia legato al terrorismo e alla violenza, in tal modo i nemici dell’islam possono giustificare ciò spianando la strada  a quei  media ostili per accusare la religione e i suoi simboli.
• i dubbi creati da alcuni  musulmani per quel che riguarda la validità della legge islamica in quest’epoca, nascondendo  le sue finalità, e allontandosi dal vero spirito islamico,  e fornendo piuttosto  un modello sbagliato nell'applicazione di alcune delle sue leggi, dando così un pretesto a colui che cerca di recare danno alla religione, del disconoscerla e del considerarla alienante.
• Il calo di fiducia da parte dei giovani nella  religione e nei suoi valori, per il fatto del cambiamento dell'applicazione dei suoi principi, ha indebolito  la loro fede religiosa, rendendoli preda di correnti distruttive che hanno approfittato di tale vuoto, scuotendo  il sentimento di orgoglio e di appartenenza all'Islam.
• L’indebolimento dei punti di riferimento per i musulmani, in particolare degli enti religiosi e giuridici, ma anche quello di qualificati sapienti, accusati con molta leggerezza  di miscredenza e di innovazione, pur non avendo alcuna competenza e  promovendo quelle falsi voci  che offendono i sapienti screditando il loro ruolo e rifacendosi a finti conoscitori che emanano delle fatwue ( pareri religiosi) senza scienza alcuna. Così facendo loro commettono errori e inducono in errore anche gli altri.
• l'uccisione di musulmani e dei protetti, che sono tutelati da uno Stato, con brutalità senza che questi abbiano commesso una colpa o un peccato,  oltrepassando i limiti della religione e questo solo perché essi si rifanno a false interpretazioni .
• la corruzione ,  l'insicurezza, il diffondere il panico, il caos causando paura e quindi la fuga di quelle persone   innocenti, la distruzione delle proprietà altrui, l’ assalto a strutture pubbliche e private e alle infrastrutture.
• indebolire la posizione dei musulmani nel rivendicare i loro diritti e il loro sostegno in quelle che sono delle problematiche  internazionali,  trasformadoli da vittime in criminali e colpevoli etichettati  come terroristi, pur godendo di riconscimenti internazionali.
• L’indebolimento di molti paesi e comunità musulmane,  minacciando  la loro sicurezza ed unità, frammentando il loro  tessuto sociale, favorendo ingerenze internazionali su come ottenere l'indipendenza.  In tal modo vengono indeboliti la forza e la ricchezza degli Stati, ostacolando i piani di sviluppo, generando disoccupazione, povertà, criminalità, corruzione con implicazioni sul piano morale e sulla disgregazione della famiglia. Tutto questo ostacola la formazione di una società basata sulla conoscenza, sui valori e sulla vita morale. 
• Generare dei conflitti settari, aumentando le ostilità tra i musulmani e determinando i conflitti che spingono la società verso forme di degenerazione e di divisione tra gruppi e razze che si combattono tra loro all'ultimo sangue. Queste spinte alla guerra vengono determinate senza che ci si prenda cura degli interessi della propria nazione e civiltà. 
• L’indebolimento delle relazioni all'interno della comunità, innescando una forte rivalità interna che spinge a giustificare gli attacchi contro moschee e centri islamici. Di qui l'emanazione delle leggi eccezionali che limitano la libertà  religiosa, minando  ai diritti civili e individuali.
• Ostacolano il percorso della   Dawa e di coloro che fanno la dawua, distogliendoli dalle loro priorità e spingendoli ad assumere una posizione difensiva dell'Islam e dei diritti dei musulmani. In tal modo viene indebolito il lavoro degli enti caritatevoli  per la sfiduca sul loro operato.
Raccomandazioni
Per far fronte a queste problematiche , e per evitare i suoi gravi  effetti, nel corso della Conferenza si è raccomandato quanto segue:
1)    per quel che riguarda i paesi islamici:
• l’utilizzo della  legge islamica( nei paesi islamici) nelle diverse questioni della vita, prendendo seri provvedimenti per una riforma globale che possa realizzare la giustizia,  salvaguardare la dignità e i diritti degli esseri, realizzando quelle che sono le aspettative  dei popoli, e preservare i guadagni.
• prendere in considerazione la definizione del termine terrorismo da parte del consiglio giuridico della Lega Musulmana Mondiale, che è stato stabilito nella sua sedicesima seduta dell’anno 2002 corrispondente al 1422.
• Porre  una  strategia completa  per la prevenzione dal terrorismo, nelle sue varie forme, beneficiando del supporto del  Regno dell'Arabia Saudita  vista la sua grande esperienza in tal senso, e cooperando con la comunità internazionale nella lotta intrapresa. Significativo sarà anche intervenire nella risoluzione dei conflitti locali favorendo  lo sviluppo economico e sociale e applicando  delle buone  norme per un corretto piano di governabilità.
• promuovere la solidarietà islamica, e aiutare i paesi poveri,  sostenendo i loro piani economici per ridurre la povertà e la disoccupazione che sono purtroppo causa di  destabilizzazione e che incoraggiano le organizzazioni terroristiche a sfruttare tali situazioni di disagio.
• la creazione di centri di ricerca e di analisi specializzati nella lotta contro il terrorismo affinchè essi possano raccoglie informazioni su i vari  atti terroristici, per poi condividere queste informazioni  con le agenzie , sottoponendo le persone accusate di tali atti terroristici  a studi scientifici in modo da individuare  le vere cause che portano a questa forma di deviazione.  Questi  svolgeranno un ruolo di consulenza e saranno punto di  riferimento per tutti gli enti che lavorano in questo settore. Si dovrà  quindi supportare tutti quei centri che si impegnano in tale campo.
• sostenere e supportare gli enti della Dawua, affinchè possano giungere all’obbiettivo di  educare i giovani e diffondere la corretta e giusta visione della religione.
• sostenere gli sforzi dell'Arabia Saudita nel consiglio delle Nazioni Unite per adottare una legge contro la criminalizzazione delle fedi ( religioni) e la  diffamazione  dei loro simboli, in quanto questo ha un effetto negativo nella vita dei popoli alimentando la cultura dell'odio.
 2)  ciò che riguarda le istituzioni religiose e i sapienti:
• la divulgazione della scienza islamica in modo corretto, rifacendosi al Corano e alla Sunnah, secondo quella comprensione dei compagni del Profeta, e coloro che li hanno poi susseguiti tra i musulmani ben retti,  promuovendo un approccio giusto e moderato dell’islam.
• Garantire il buon esempio  da parte dei sapienti musulmani, preservando lo  status della scienza e dei sapienti, affinchè essi possano consigliarci nel giusto modo e darci le corrette disposizioni religiose.
• impegnarsi nel  raggiungere quella  sicurezza intellettuale all’interno della comunità, per prevenire che  i giovani possano cadere nella trappola del dubbio e del sospetto, attraverso dei piani di sviluppo.
-Aprirsi ai giovani attraverso il dialogo cercando insieme a loro le problematiche della vita attuale rendendoli partecipi alla risoluzione dei problemi che colpiscono le loro società in modo che essi possano orientarsi verso il giusto discernimento. Questo consente di superare le errate interpretazioni attraverso la giusta conoscenza e respingendo quelle forme di degenerazione di tipo estremistico. 
-Sostenere i centri delle fatwua attraverso quei sapienti che abbiano opportuna conoscenza della legge islamica, ponendo una distinzione tra coloro che ne sono abilitati ad emetterne e gli altri che non lo sono.
• Fronteggiare le questioni islamiche attuali con molta prudenza , mettendo insieme da un lato i contesti del Corano e della Sunna, tenendo conto dei cambiamenti sociali. Occorre inoltre favorire l'emissione di fatwa espresse colleggialmente  piuttosto che quelle espresse da individui singoli privi di conoscenza. In tal modo si ottiene un rafforzamento delle istituzioni religiose e del ruolo dei sapienti.
• Far comprendere ai giovani il vero significato del Jihad i suoi principi e il suo obbiettivo nell’islam, attraverso gli enti e le istituzioni religione, e allo stesso tempo correggere quelle errate interpretazioni. 
• Valorizzare quelli che sono i principi fondamentali su cui è basato l’islam, ponendo giusto rilievo al dialogo con gli altri e con  quelli con che sono in disaccordo,  evitando di accusare gli altri con semplicità di miscredenza, di dissolutezza e di innovazioni religiose. 
 3) per quanto riguarda l’istruzione e i mezzi di comunicazione:
• La diffusione dei valori islamici, investendo sul patrimonio  culturale e facendo subentrare gradualmente nella pubblica istruzione quelle materie che si concentrano sull’aspetto della giustizia, tolleranza e la pace , rinunciando alla violenza nelle sue diverse forme e nella difesa della vita umana.
• istituire dei programmi nella pubblica istruzione che siano in conformità  con la dottrina della comunità islamica e dei suoi principi, superando le debolezze di alcune istituzioni educative all’interno della comunità islamica. Occorre  migliorare la loro capacità nel prevenire varie forme di  pensiero fuorviante , respingendo quelle  deviazioni comportamentali e intellettuali, trasformando la conoscenza in una fattore  influente nel comportamento dei giovani
• L’utilizzo di nuovi media e strumenti per  diffondere la consapevolezza a livello sociale - soprattutto i giovani – del pericolo di legarsi a quella propaganda presente nei siti che promuovono il terrorismo , il suo finanziamento e reclutamento.
• Sviluppare attraverso i media  modi e metodi di orientamento  destinato ai giovani, al fine di ottenere un loro interessamento verso quelli che sono ai valori islamici .
• intensificare quei programmi televisivi  che mettono in risalto un islam moderato  intensificando e promuovendo quella cultura di tolleranza e di dialogo che intensifica  i legami, e previene quelle che è la conflittualità e  la discordia.
• Rivedere  i metodi di istruzioni presenti nel mondo che contengono  false o erronee informazioni sull'Islam, cercando di  correggerli.
 4) la famiglia e la comunità:
• Promuovere i valori della famiglia, sviluppando  un senso di responsabilità tra genitori e figli, in modo da salvaguardare le future generazioni dal cadere in forme di  deviazione e di estremismo.
• Seguire i ragazzi  nei loro rapporti con gli amici, prestando attenzione all’uso  della tecnologia di comunicazione moderna, dando loro una corretta educazione e rendendoli partecipi  in ciò che li possa distogliere  da idee, questioni e problemi.
• La cooperazione comunitaria per affrontare il terrorismo, approfondendo il concetto di solidarietà sociale e attuando tutti gli sforzi necessari che il caso richiede. Ogni essere umano ha una sua responsabilità in questa società in base al suo ruolo,  ha detto il Profeta: <<ognuno di voi è pastore ed ognuno di voi è responsabile del suo gregge. L'uomo è il pastore della sua famiglia ed esso è responsabile per il suo gregge, la donna è pastore nella casa di suo marito ed ella è responsabile del suo gregge  ».
• Integrare gli sforzi  tra le istituzioni sociali riconosciute e non, per stabilire i valori umani e per affrontare la  la lotta contro il terrorismo .
 5) il messaggio  della Lega musulmana mondiale:
• Promuovere riunioni di coordinamento con gli enti presenti all’interno della comunità islamica,ponendo dei piani concreti per  affrontare il problema  di nuove forme di  ideologie devianti.
• Costituire delegazioni  di sapienti e di persone  specializzate per far visita a quei  Paesi colpiti dal terrorismo,  incontrare i responsabili istituzionali spiegando loro  la visione islamica nel contrastare  tale fenomeno.
• Collaborare con le università islamiche e i vari centri di ricerca, al fine di stabilire quei concetti ambigui, e di fornire un materiale scientifico solido ad oratori, predicatori e tutti coloro che sono coinvolti con i giovani.
• Creazione di un organismo mondiale per la lotta al terrorismo che faccia parte della Lega musulmana mondiale, incaricato di studiare il fenomeno del terrorismo, fornendo un analisi delle sue cause e motivazioni. Diffondere  studi e ricerche su questo fenomeno,  proponendo vari programmi che possano contribuire  nella  prevenzione e nel contrasto al terrorismo, attuando forme di  coordinamento con le varie  istituzioni competenti.
• Dare vita ad un  vertice internazionale con i vari enti, istituzioni religiose e specializzate figure intellettuali tra i musulmani e non, in modo da poter indicare  la vera  posizione dell'islam nei confronti del terrorismo, e gli sforzi dei musulmani nel contrastarlo collaborando anche con i diversi enti.
• Istitutire un comitato prescelto dal segretario generale della Lega che possa   seguire le raccomandazioni date in questa conferenza, tirando fuori  un programma concreto di ricerca.
***
La conferenza ha emanato  «il comunicato di Mecca» rilasciando  cinque lettere indirizzate ai vari componenti della comunità islamica  musulmana , tra cui i  sapienti , i mezzi di comunicazione, i giovani e il mondo intero.
Questo per l’obbligo che nell’Islam si ha di consigliare verso il giusto la comunità islamica e l’intera umanità, con la speranza di fare uscire il mondo da questa difficile situazione.
 A termine della conferenza i partecipanti hanno rivolto un'invocazione a Dio chiedendo misericordia e perdono e di innalzare  il riconoscimento per il defunto  Custode delle Due Sacre Moschee Re Abdullah bin Abdulaziz Al Saud.
 I partecipanti hanno poi  rivolto i loro ringraziamenti,  apprezzamenti e complimenti al Custode delle Due Sacre Moschee Sua Altezza Reale Re Salman bin Abdulaziz Al Saud, Re dell'Arabia Saudita nel suo incarico di guida del Regno, chiedendo a Dio di aiutarlo, e sostenerlo  nel soddisfare quelle che sono le aspirazioni della nazione musulmana, e la sua leadership dinanzi  alle sfide e le minacce  attuali.
Si è rivolto il ringraziamento anche al principe ereditario, Sua Altezza Reale il Principe Muqrin bin Abdulaziz Al Saud,  Sua Altezza Reale il Principe Mohammed bin Nayef bin Abdul Aziz, per il loro impegno nella lotta contro il terrorismo, e per il  sostegno che il Regno concede alla lega Musulmana Mondiale per il raggiungimento dei suoi obiettivi e programmi di assistenza.
 I partecipanti hanno inoltre ringraziato Sua Altezza Reale il Principe Khalid Al-Faisal bin Abdul Aziz Al Saud, Custode delle Due Sacre Moschee , vicario del Re ed emiro della città di Mecca per l'apertura del convegno , l'interesse verso la Lega Musulmana Mondiale,  per i suoi eventi e ospiti.
  Hanno anche  ringraziato Sua Eminenza Sheikh Abdul Aziz bin Abdullah al-Sheikh, il Gran Mufti dell'Arabia Saudita, presidente del Consiglio supremo della Lega Musulmana Mondiale , per il suo impegno e supporto nei programmi.
 I partecipanti hanno apprezzato gli sforzi compiuti dalla Lega sotto la guida di Sua Eccellenza Segretario generale Dr. Abdullah bin Turki per quel che riguarda le  questioni islamiche.
La pace e la benedizione siano sul profeta Mohammed la sua famiglia e compagni.
  Mecca 25/2/2015   -  Mecca 6/5/1436

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